I PRESEPI ANIMATI DI PADRE GIOVANNI LAMBERTINI (OFM CONV)

Questa è la storia dei presepi di Padre Lambertini a Ravenna, Faenza e Bagnacavallo, con particolare riferimento al rapporto che il Frate Francescano ebbe con me come suo allievo e aiutante per tanti anni dal 1978 al 1997.

Tutta la storia qui documentata è raccontata attraverso l’esperienza diretta: il sottoscritto, meglio di chiunque altro presepista, ha conosciuto e affiancato Padre Lambertini e quindi ho ritenuto che la testimonianza più importante del Frate Presepista la dovessi darla io, in quanto suo principale allievo, aiutante e collaboratore per tanti anni.

Molti non conoscono le esperienze che ho personalmente vissuto a fianco di Padre Lambertini che resteranno per sempre nei miei ricordi. Ho ritenuto un onore per me continuare a rappresentare nei miei attuali presepi meccanici lo stile e gli insegnamenti di Padre Lambertini.

Quel suo stile che ho fatto proprio e che ho imparato in tutti quegli anni in cui l’ho assistito. Mentre altri “presepisti” hanno preferito prendere una strada propria, io ho ritenuto giusto proseguire la strada tracciata prima da Don Galileo Macori poi da Padre Lambertini.

Lo stile dei presepi di Don Macori e di Padre Lambertini sono oggi lo stile dei miei attuali presepi, e forse sono l’unico ad averli conservati attraverso la tecnica dell’animazione meccanica e della scenografia che era propria di questi due presepisti.

Davide Santandrea

Regista, scultore e presepista

Note Copyright:

Tutte le foto qui sotto riportate sono originali, alcune mi furono donate personalmente da Padre Giovanni Lambertini altre sono state scattate dai miei genitori quando ero bambino, altre le ho scattate personalmente io. Tutte queste foto fanno parte dell’archivio fotografico da me realizzato sui Presepi in Romagna. E’ per tanto proibito scaricare, dupplicare, postare le foto qui raccolte da parte di terzi senza l’autorizzazione scritta del proprietario del sito, ovvero Davide Santandrea.  Ogni violazione dei diritti sarà perseguita legalmente. Tale materiale raccolto è destinato alla pubblicazione di un libro sulla vera storia dei presepi di Padre Lambertini di prossima pubblicazione da parte mia

(Davide Santandrea regista Cinematografico, scultore e presepista).

1966 Padre Giovanni Lambertini ritocca una della case con i mestieri animati per il suo presepio

I PRESEPI DI PADRE GIOVANNI LAMBERTINI A RAVENNA


(Frate Francescano Minore Conventuale, nato il 6 Dicembre 1916 – scomparso il 27 Febbraio 1997 )

(Testimonianza dell’allievo Davide Santandrea)

A differenza di altri, la mia testimonianza su Padre Giovanni Lambertini  non riguarda la sua genialità indiscussa in campo dell’astronomia e fisica di cui il Frate aveva ben sette lauree. Non intendo nemmeno discutere sul suo aspetto artistico e religioso. Intendo invece raccontare alcuni aspetti caratteriali, come presepista e autore di grandi presepi.

Conobbi personalmente Padre Giovanni Lambertini da bambino nel 1976 a Ravenna, nella Basilica di San Francesco, dove dal 1954 allestiva il suo grande presepio animato . Padre Lambertini è stato, fino alla sua scomparsa, il mio maestro del presepio assieme al famoso mago degli effetti speciali Carlo Rambaldi creatore di ET, King Kong e altri personaggi del cinema, da cui appresi l’animatronica. I miei genitori sin da piccolo mi portavano a San Francesco di Ravenna a vedere il “presepio che si muoveva”. 

Se a Rambaldi sono devoto  per avermi trasmesso la passione nel realizzare i personaggi animatronici che oggi produco per parchi di divertimento e cinema, passandomi anche la passione per la cinematografia, di cui oggi sono un regista diplomato alla scuola “Lumieré” di Parigi, a Padre Lambertini sono devoto per avermi trasmesso la passione per i presepi meccanici e scenografici che allestisco tutt’oggi e precisamente dal 1982.

Dal 1978 iniziai ad aiutare Padre Lambertini a montare il suo presepio dentro la basilica di San Francesco di Ravenna diventando così suo discepolo. Ho affiancato padre Giovanni praticamente fino all’anno della sua scomparsa avvenuta nel 1997. Anche quando Padre Lambertini nel 1982 si trasferì a San Francesco di Faenza, e quindi lo sostituii nell’allestimento del Presepio di Ravenna, correvo comunque a Faenza a dargli una mano ad allestire il suo presepio.

Essere stato un allievo di Padre Giovanni Lambertini è stata una esperienza entusiasmante e ricca di bei ricordi trascorsi assieme. Io e padre Lambertini andavamo d’accordo.

Padre Giovanni Lambertini

IL MOTIVO PER CUI PADRE LAMBERTINI E DAVIDE SANTANDREA HANNO LE STESSE IDENTICHE FIGURE

(Testimonianza di Davide Santandrea)

Alcuni visitatori dei presepi e anche presepi in passato hanno fatto la domanda perchè Padre Giovanni Lambertini e l’allievo Davide Santandrea hanno le stesse identiche figure nei loro presepi.

La verità è legata ai primi presepi Meccanici della Romagna ideati da Don Galileo Macori di Cesena. Don Macori ideò e costruì 5 grandi presepi meccanici. Due presepi identici a quadro unico con l’adorazione dei Magi e dei pastori con la parte artistica figurativa ( ovvero teste mani e piedi in cartapesta ) fatta dallo scultore Enrico Dalmonte di Faenza. Le statue sono alte 1 metro.

Gli altri due presepi invece, sempre identici, sono a tre quadri: annuncio dell’angelo ai pastori, La Nascita adorata dai Pastori e l’Adorazione dei Magi. Con le teste e le mani scolpite in legno da un scultore fiorentino di nome Giovanni Leoni. Anche le statue di questi due presepi sono alte 1 metro

Il quinto presepio a scena unica ha le statue con teste, mani e piedi scolpite in legno ma le figure sono alte 70 cm e si trova ora permanente in un presepio a Dupino. Prima della scomparsa di Don Macori due presepi, uno a quadro unico con la parte figurativa dello scultore Enrico Dalmonte di Faenza, il secondo a tre quadri con la parte figurativa scolpita in legno furono venduti direttamente da Don Macori ad una Parrocchia di Guastalla.

Gli altri due presepi identici furono venduti, dopo la scomparsa di Don Macori dal nipote Giovanni Urbini ai Francescani Minori Conventuali di Bologna, Ravenna, Longiano e Bagnacavallo e utilizzati da Padre Lambertini per i suoi presepi nei vari conventi. Padre Lambertini fece gli stampi a tutte le figure dei due presepi di Don Macori per creare riproduzioni e realizzare i suoi personaggi per i suoi presepi.

Nel 1988 l’allievo di Padre Lambertini, il sottoscritto,(Davide Santandreas) scopre a Guastalla i due presepi di Don Macori venduti prima della sua scomparsa, li acquista e li restaura per continuare l’esposizione già iniziata da Don Macori in diverse città d’Italia. Anch’io realizzo gli stampi sulle figure dei due presepi di Don Macori che ho acquistato e questo spiega perchè nei miei presepi e in quelli di Padre Lambertini ci sono le stesse identiche figure (Stessi visi, mani , movimenti, animazioni ecc)

Riassumendo: dal 1988 io e padre Lambertini abbiamo le stesse statue di Macori e Dalmonte e le nostre statue e movimenti che produciamo sono pressoché identici tra i presepi di Padre Lambertini e i miei:

1) perchè avendo imparato direttamente da Padre Lambertini ho imparato la sua tecnica in tutto per tutto, mi ha insegnato a costruire le statue, dare i movimenti e a creare i meccanismi e gli effetti;

2) Entrambi abbiamo i presepi di Don Macori e della famiglia Graziani Dalmonte da cui abbiamo ricavato gli stampi dalle teste, mani e piedi e quindi le statue che produciamo sono praticamente identiche.

3) Ma fu anche lo stesso Padre Lambertini a dirmi di continuare il suo stile di presepio perchè un giorno lo potessi sostituire e lui avere un erede ufficiale che un giorno avrebbe continuato a creare il presepio proprio come lo faceva lui. E questa fu una promessa che feci allo stesso padre Lambertini nel 1982 quando iniziai a sostituirlo a fare il presepio nella Basilica di San Francesco a Ravenna e molti anni dopo nel 1997 a soli tre mesi dalla sua scomparsa.

Bisogna dare atto che Padre Lambertini fu un grande divulgatore del presepio animato nei conventi dei Francescani Minori Conventuali dell’Emilia Romagna. Per 28 anni ha allestito il grande presepio animato alla Basilica di San Francesco di Ravenna, tradizione che poi fu continuata a partire dal 1982 dal sottoscritto sino a quando nel 2008 i Frati decisero di concludere l’allestimento del grande presepio che ogni anno facevo, per mancanza di spazi dove esporlo.

Dal 1982 al 1997 Padre Lambertini ha sempre allestito il presepio di San Francesco a Faenza. Al santuario del Santissimo Crocefisso di Longiano dagli anni 50′ Padre Lambertini ha sempre allestito il suo presepio sino alla sua scomparsa.

Così pure a San Francesco di Bagnacavallo il presepio animato veniva fatto da Padre Lambertini sino a quando nel 1985 passa l’allestimento del presepio al sottoscritto.

Nel 1985 e nel 1986 Padre Lambertini allestisce il suo presepio animato all’interno della Rassegna Internazionale del Presepio all’arena di Verona.

Nel 1989 Padre Lambertini allestisce il presepio delle Grotte della Zolfatara dopo due allestimenti consecutivi (1987 e 1988) del sottoscritto. In quell’anno fui richiesto dalla Pro Loco di Predappio Alta ad accompagnare nell’allestimento padre Lambertini, mentre nel 1990, 1991, 1992 e 1993 padre Lambertini allestirà il presepio della Zolfatara da solo. Dopo aver allestito il presepio del Natale 1993 padre Lambertini lascia l’allestimento nella Zolfatara e dal 1994 per la seconda volta viene richiamato il sottoscritto ad allestirlo.

Dagli anni 80′ Padre Lambertini collabora anche per l’allestimento del Presepio nella Basilica di Sant’Antonio a Padova realizzando due belle natività utilizzate da Fra Claudio Gottardello per l’allestimento del Presepe.

CHE FINE HANNO FATTO I PRESEPI DI PADRE LAMBERTINI?

Nel 1997 Padre Lambertini ci lascia per andare nella ” Betlemme celeste”. Che fine hanno fatto le statue e i presepi animati da lui realizzati?

Il Presepio della Basilica di San Francesco di Ravenna fu continuato dal sottoscritto sino al 2008, ultimo anno del presepio in quanto i padri francescani mi chiesero di smontarlo perché la sala che lo ospitava doveva essere restaurata. Da allora il presepio non fu più fatto per mancanza di spazi.

Il presepio della Chiesa di San Francesco di Faenza, dopo la scomparsa di Padre Lambertini fu ereditato da alcuni ragazzi che combinarono alcuni pasticci e dopo qualche anno abbandonarono l’allestimento. Oggi il presepio di Faenza è continuato da Roberto Gorini che ha preso in mano l’allestimento e ha restaurato gran parte delle figure del presepio di Padre Lambertini.

Il Presepio al santuario del Santissimo Crocefisso di Longiano è continuato oggi dalla famiglia Gualtieri.

Il presepio di San Francesco di Bagnacavallo non si fa più da quando i frati hanno lasciato la chiesa, per il calo di vocazioni, alla curia. L’ultimo presepio di San Francesco di Bagnacavallo fu allestito da Davide Santandrea.

Il presepio alla Basilica di San Francesco a Bologna è continuato da alcuni giovani scenografi che hanno sapientemente accolto l’eredità di Padre Lambertini.

Il presepio al santuario Cuore Immacolato di Maria è tuttora esistente, anche se la chiesa è stata lasciata dai Francescani alla curia. Il presepio è stato recentemente restaurato dalla famiglia Gualtieri.

Allo stato attuale l’unico presepista rimasto a continuare l’attività portata avanti da Padre Lambertini nell’allestire i grandi presepi animati per terzi, ovvero in giro per l’Italia e all’estero, è rimasto esclusivamente il sottoscritto.

UNA DELLE TANTE LETTERE CHE PADRE GIOVANNI LAMBERTINI SCRIVEVA ALL’ALLIEVO

UNA TESTIMONIANZA DEL RAPPORTO DI AMICIZIA TRA PADRE LAMBERTINI E DAVIDE SANTANDREA

Tra Padre Lambertini e il suo allievo Davide Santandrea c’è sempre stata una lunga collaborazione e una lungo scambio epistolare. Molte sono state lettere che il buon frate ha scritto al suo allievo. Ne pubblichiamo qui una, dalla quale si deduce una collaborazione viva da tanti anni. 

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DOVE PADRE LAMBERTINI ALLESTIVA IL SUO PRESEPIO A SAN FRANCESCO DI RAVENNA

Nelle foto dell’interno della Basilica di san Francesco è ben visibile l’area dove padre Lambertini e poi Davide Santandrea dal 1982 allestivano il presepio. Entrando dall’ingresso principale nella navata a sinistra contando 3, a volte 4 arcate per una lunghezza di 12 o 16 metri per 8 di profondità (dalle colonne al muro della chiesa)

In questa foto l’area del presepio si trova a sinistra dalle colonne a muro.

I PRIMI PRESEPI DI PADRE LAMBERTINI CHE VIDI…

(Testimonianza di Davide Santandrea)

Come ho già scritto, ho iniziato a frequentare Padre Lambertini da bambino nel 1976. Ma i miei genitori mi avevano sempre portato fin da piccolino a vedere i presepi di San Francesco di Ravenna. Ricordo ancora quando a soli 6 anni i miei genitori mi portarono a vedere il presepio di Padre Lambertini allestito nel 1972, l’anno in cui nacque la mia sorellina.

La natività del Presepio di Padre Lambertini a San Francesco di Ravenna 1972

Ricordo bene, come se fossi oggi il presepio del 1972 e quello del 73′, mi rimasero impressi perché per la prima volta vedevo in un presepio delle statue che erano grandi quanto me. Il presepio del 73′ comunque mi rimase impresso a tal punto da averlo disegnato a scuola.

Era un disegno fatto da un bambino, tuttavia la mia maestra ne fu entusiasta e mi disse: “Sai che facciamo Davide? Portiamo il tuo disegno a San Francesco e lo regaliamo a chi costruisce quel presepio!”

E così il pomeriggio, dopo il doposcuola, d’accordo con i miei genitori, la mia maestra mi portò a San Francesco a consegnare il mio disegno del presepio a Padre Lambertini. Ricordo come se fosse successo oggi, che Padre Giovanni prese in mano il disegno che avevo fatto del suo presepio, lo alzò in alto quasi a volerlo confrontare con il suo presepio allestito in chiesa.

il presepio di San Francesco a Ravenna 1973 con la Natività a destra vicino all’ingresso della chiesa.

Poi mi disse:” Bravo! E’ proprio il mio presepio! Sei bravo a disegnare! Quando sarai più grande ricordati di questo presepio e vieni qui ad aiutarmi!” Padre Lambertini prese una penna da un taschino della sua tonaca e scrisse in un angolo del disegno il suo voto: 10 e lode. Quel disegno finì incorniciato in camera mia per ricordo.

Nei presepi del 1972 e 1973 ricordo che la natività era vicino alla porta d’ingresso della chiesa sicché la gente si accalcava tutta vicino all’ingresso per vedere le grandi statue animate. Ovviamente la calca impediva ai visitatori fuori dalla chiesa di entrare. Fu così che nel 1974 Padre Lambertini decise di spostare la Natività, non all’inizio del presepio, ma verso la fine di questo in modo di porter dare al pubblico la possibilità di stendersi lungo il presepio e accalcarsi davanti alla Natività di Gesù senza impedire ad altre persone di entrare in chiesa.

La natività del Presepio di San Francesco 1973 di Padre Lambertini, come si presentava a Natale, ovvero senza i Magi.

Un altro ricordo che ho del presepio in quegli anni era che padre Lambertini montava sempre i Re Magi la notte dell’epifania, come per tradizione si faceva in tante case, ma con questo gesto Padre Lambertini giocava sul fatto di far ritornare almeno due volte la gente a vedere il suo presepio. Una volta per vedere la Natività con i pastori e la seconda per vedere la Natività con i magi. Visto però il gravoso lavoro di smontare una bella parte del presepio nella notte dell’epifania per montare i magi, decise dal 1974 di montarli subito a Natale.

QUANDO NEL 1978 INIZIAI AD AIUTARE PADRE LAMBERTINI

(Testimonianza di Davide Santandrea)

Gli anni passano e i presepi di padre Lambertini sono ogni anno nuovi ed entusiasmanti per i giovani come me. Così nel 1978 iniziai ad aiutarlo. Avevo solo 12 anni, ma padre Lambertini mi faceva fare di tutto e soprattutto come un bravo maestro mi insegnava. Partì in primo luogo ad insegnarmi la scenografia e la prospettiva.

Questi due elementi sono importantissimi per il presepio. “Rispetta e copia ciò che vedi” mi ripeteva sempre Padre Giovanni. Quindi nella prospettiva del presepio, dovendo essere uguale alla realtà, davanti andranno sempre le statue più grandi e in fondo le più piccole per dare la prospettiva della lontananza e della profondità.

Attraverso i suoi disegni fatti a mano mi insegnava che per fare un presepio prima bisognava stendere le idee nella nostra mente. Come lo vogliamo fare? Cosa ci vogliamo mettere? Quali case, quali movimenti? E così il disegno o schizzo che padre Lambertini mi insegnava a fare, una specie di bozza del progetto, serviva per farci una idea generale dell’insieme. Lambertini mi disegnò tantissimi progetti, schizzi, bozze e schemi di paesaggi, di scenografie e anche di meccanica da cui prendevo spunto e copiavo per imparare a fare i miei progetti.

E pensare che questi progetti e bozze che Padre Lambertini mi aveva insegnato a fare mi tornarono utili quando nel 2017 mi diplomai come regista cinematografico: proprio da quei progetti insegnati da Padre Lambertini imparai a fare i cosiddetti “Storyboard” ovvero le bozze o gli schizzi delle prospettive di ripresa cinematografica, le varie angolazioni di ripresa ecc…

Una volta che avevo capito come si fa una scenografia per il presepio, le prospettive e i progetti, Padre Lambertini partì con l’insegnarmi la meccanizzazione del presepio. Per insegnarmi ciò Padre Giovanni si servì dei progetti e schemi della meccanica del presepio di Don Galileo Macori che per primo aveva ideato il presepio animato in Romagna. Padre Lambertini mi disse che lui stesso aveva imparato la meccanica del presepio da Don Macori.

Per le animazioni e i movimenti dei suoi presepi, padre Giovanni si era servito degli insegnamenti di Macori. Ora quegli insegnamenti Padre Lambertini li trasmise a me. Ricordo ancora oggi quante volte Padre Lambertini mi faceva entrare sotto il suo presepio e precisamente sotto la Natività e i Magi per regolare dei fili e delle leve. Nel 1978 sino al 1985 le grandi statue animate della Natività, Magi e Pastori erano mosse da complicati e rudimentali meccanismi che venivano posti sotto il piano del presepio.

Questi meccanismi facevano muovere le statue attraverso un gran numero di corde e funi che attraversavano il piano e andavano a collegarsi alle leve poste dentro i corpi delle figure del presepe. Non esistevano ancora i motorini a pochi giri al minuto e quindi spesso si ricorreva a grandi e pesanti motori da lavatrice, la cui velocità elevata veniva ridotta attraverso il passaggio di ruote dentate o ruote con cinghie.

Dal 1969 sino al 1985 Padre Lambertini utilizzava i due grandi meccanismi ad orologio costruiti da Don Macori, uno veniva usato per il Presepio di Ravenna e il secondo per il presepio di San Francesco a Bologna. In alternativa ai meccanismi pesantissimi di Macori, Lambertini aveva ideato il “meccanismo della bicicletta” per far animare le sue statue.

Un motore da lavatrice faceva girare, attraverso una cinghia, una ruota da biciletta su cui perno era fissato una puleggia. Dalla puleggia della ruota un’ altra cinghia faceva girare una seconda ruota da bicicletta che attraverso la catena faceva muovere i pedali. I pedali a loro volta spingevano e spostavano delle leve su cui erano fissate le funi che tirate azionavano i movimenti delle statue sopra il palco. Di questi meccanismi a “biciletta” padre Lambertini me ne regalò tre che conservo ancora come reperti.

Nel 1985 a Padre Lambertini feci conoscere il mio secondo maestro, il famoso Carlo Rambaldi creatore di personaggi animatronici per il cinema come ET e King kong , che ospitò un giorno sia me che Padre Lambertini nel suo laboratorio a Ferrara. Qui Padre Lambertini rimase affascinato dai miracoli dell’animatronica di Rambaldi, soprattutto per il fatto che le figure di Rambaldi si animavano grazie a piccoli motorini dentro i corpi delle figure. Fu così che da quell’anno Lambertini ed io iniziammo ad eliminare i meccanismi sotto il presepio installandoli dentro i corpi delle figure.

“PRENDI UNA STECCA DI PLASMOLEGNO E COMINCIA A MODELLARE…”

(Testimonianza di Davide Santandrea)

Una volta imparata la meccanizzazione, Lambertini cominciò ad insegnarmi la parte forse più complicata del presepio animato, ovvero la parte artistica. Creare le teste e le mani delle statue. Nessuno nasce artista, ma l’esperienza da ottimi risultati.

Così un bel giorno Padre Lambertini mi disse: “Non credere che io sia stato sempre capace di fare le testine e le manine per le statue del presepe. I primi anni, quando ancora non ero capace, le statuine le disegnavo e le ritagliavo su del legno compensato col traforo.

A dire il vero non erano proprio delle statuine ma delle sagomine di legno, tant’è che mio cugino ci faceva il tirassegno con le monete. Ma poi ho preso il plasmolegno ed ho iniziato a modellare…”

Il plasmolegno. Lo ricorderò sempre il nome di una pasta modellabile fatta di legno polverizzato, che una volta essiccata aveva tutte le caratteristiche del legno e quindi poteva essere segata, levigata, piallata proprio come il legno, perché Padre Lambertini me lo mandava continuamente a comprare a “quintalate” presso un negozio di Ravenna che oggi non c’è più e che si chiamava “Mesticcheria Gambi” La negoziante, una vecchina di 70 anni, quando mi vedeva arrivare subito diceva: “Lei vuole il plasmolegno per Padre Lambertini!”

E così padre Lambertini mi diede una stecca di Plasmolegno e mi disse: “Ora fai la testa della Madonnina per il tuo presepio!” Così modellai una testina per una statua da 50 cm di altezza. Quando ultimai di modellare la testina ricordo che Padre Lambertini la prese in mano e osservandola tutto divertito disse: “Accidenti hai modellato la testa della tua Madonnina con un naso più lungo del mio!”

E ci mettemmo subito a ridere. Poi mi fece coraggio. “Come primo tentativo non è male, impara ad accorciare i nasi ed è fatta!” Fu così che imparai a fare teste e mani proprio come le faceva Padre Lambertini.

I PROGETTI CHE PADRE LAMBERTINI DISEGNAVA PER FARMI IMPARARE

(Testimonianza di Davide Santandrea)

Come ho raccontato nell’articolo sopra, Padre Lambertini mi insegnava a progettare il presepio e a fare la scenografia disegnando tanti progetti. Tutti i progetti, schizzi e disegni riportati sotto sono stati fatti da Padre Lambertini per insegnarmi. Padre Lambertini disegnava i suoi schizzi su qualsiasi foglio libero che gli capitava sotto mano, persino i necrologi della chiesa di San Francesco usati!

Copyright: diritti d’autore tutelati. Questi disegni sono stati disegnati da Padre Lambertini per il suo allievo Davide Santandrea. E’ per tanto vietato scaricare, copiare e postare questi disegni altrove e da parte di terzi senza l’autorizzazione scritta di Davide Santandrea.

QUANDO PADRE LAMBERTINI MI DISEGNO’ DEI PROGETTI PER DEGLI EFFETTI PUBBLICITARI CHE REALIZZAI PER DEI NEGOZI.

(Testimonianza di Davide Santandrea)

Siamo nel 1980 e sia la UPM che la Rinascente che a quei tempi stavano ancora in centro di Ravenna in via Diaz, mi chiesero di realizzare degli effetti luminosi pubblicitari per il negozio. Nei parlai a padre Lambertini che subito realizzò queste bozze che poi io ho personalmente realizzato guadagnando qualche soldo.

Il primo effetto era un contenitore di cartone ritagliato e dipinto come se fosse un vecchio televisore anni 50′. Sotto nella cassa era posta la scritta” TELEVISION RECLAM “. In alto, nello schermo tv, ricavato in carta lucida semitrasparente, si rifletteva un effetto luminoso creato da una ventola che si muoveva grazie al calore della lampadina, e faceva apparire nello schermo tv una scritta luminosa dai colori cangianti: “IN TUTTO IL MONDO USATE IL SAPONE TOROTEL” questo effetto l’ho realizzato sulla bozza di Lambertini qui sopra e lo vendetti all’Upim.

L’effetto luminoso movibile “BEVETE SODA” sempre ricavato per mezzo della ventola animata dal calore della lampadina lo realizzai su progetto di Lambertini per un vecchio bar di Via Diaz a Ravenna. Per una fioreria di Ravenna realizzai Il vaso di fiori che si accendevano uno ad uno ad intermittenza e appariva la scritta del nome della fioreria luminosa.

Per un bar lungo la palizzata di Marina di Ravenna realizzai un faro con l’effetto della scia luminosa roteante , quell’effetto lì a dire il vero fu una mia idea che Padre Lambertini riprodusse in alcuni fari che metteva nel suo presepio vicino al mare di Tiberiade.

I MECCANISMI DI PADRE LAMBERTINI CHE SERVIVANO AD ANIMARE IL SUO PRESEPIO

(Testimonianza di Davide Santandrea)

Come ho scritto sopra i primi presepi di Lambertini a San Francesco di Ravenna si muovevano grazie a dei rudimentali meccanismi da lui costruiti con ruote, biciclette, motori da lavatrice, leve e funi che poste sotto il piano del presepio. Sotto i presepi di padre Lambertini si stava in piedi e si poteva lavorare tranquillamente in caso di guasti. Sotto il presepio c’erano diverse aperture dove poter andare a fare le riparazioni ai meccanismi.

PROGETTI DI EFFETTI LUMINOSI PER IL PRESEPIO DI PADRE LAMBERTINI

Le seguenti foto sui progetti di effetti luminosi per il presepio scritti da Padre Giovanni Lambertini sono tratti dalla rivista dell’Associazione Italiana Amici del Presepio conservate nell’Archivio realizzato da Davide Santandrea

QUANDO DIEDI ALCUNE DRITTE A PADRE LAMBERTINI SU COME UTILIZZARE I MOTORINI SENZA I TRASFORMATORI

(Testimonianza di Davide Santandrea)

Nel 1985 portai Padre Lambertini a far conoscere il mio secondo maestro, ovvero il mago degli effetti speciali e dell’animatronica, il famoso Carlo Rambaldi, creatore di ET , King Kong e di tanti altri personaggi meccanici per il cinema di fantascienza. Ricordo che Padre Lambertini rimase subito affascinato dal laboratorio di Rambaldi, vedere una gran quantità di personaggi movibili, alcuni a grandezza umana.

Da Rambaldi entrambi scoprimmo le tecnica di installare i motorini dentro i corpi delle figure eliminando così la meccanica sotto il piano del presepio. Era una innovazione da non poco che rendeva il lavoro di allestimento molto più semplice. Bastava appoggiare la statua sul piano del presepio, inserire la spina nella presa di corrente e il gioco è fatto!

La statua inizia a muoversi per i fatti suoi. In caso di guasto bastava staccare la spina, prenderla e metterla su un tavolo per riparare il motorino al suo interno. Già ma dove trovare i motorini da mettere dentro i corpi delle figure?

Ricordo che per alcuni movimenti dei mestieri che si era costruito, Padre Giovanni aveva utilizzato dei vecchi motorini a 75 giri dei vecchi giradischi a 125 volt che poi faceva andare a 220 utilizzando dei trasformatori. A volte invece usava motorini dei tergicristalli delle auto funzionanti a 12 volt e anche per questi utilizzava dei trasformatori per farli andare a 220 volt.

Negli anni in cui Lambertini stava a Ravenna si serviva da un rottamaio che un tempio stava sulla via Ravegnana e anche col suo trasferimento a Faenza mi incaricava di fare un giro almeno una volta al mese da questo rottamaio, che ormai era diventato un amico, a vedere se c’era qualcosa di interessante e utile per il presepio. Ma nel 1985 il rottamaio chiuse.

A quel punto Lambertini cominciò a preoccuparsi. Dove prendiamo i motorini? Avevo sentito parlare dei rottamai di Gambettola su un quotidiano. Invitai quindi Padre Lambertini a fare un giro con me a Gambettola per andare a conoscere questi rottamai. A Gambettola nel 1985 c’erano una decina di Rottamai ma uno in particolare ci attirò subito la nostra attenzione: il signor Placucci.

Placucci era un rottamaio che raccoglieva pezzi dall’America e dall’Inghilterra, in particolare pezzi delle vecchie fotocopiatrici e stampatrici americane. Questo signore si era talmente organizzato a tal punto da dividere i motorini secondo le velocità per tutte le necessità. Ed è proprio da Placucci che trovammo i motorini a 125 che avevano la velocità giusta per far muovere statue e mestieri.

Da questo rottamaio trovammo motorini di ogni velocità da 2 giri a 35 giri al minuto. Avere motorini con pochi giri al minuto voleva dire per padre Lambertini e me eliminare tutto il giro di pulegge e cinghie per ridurre la velocità.

Così il primo giorno dal signor Placucci ricordo che io presi circa un centinaio di motorini ma Padre Lambertini almeno il doppio. Il signor Placucci rimase a bocca aperta per un simile acquisto e alla fine, un po’ imbarazzato, ci pose la fatidica domanda: “Scusate… ma cosa ne fate di tutti questi motorini?” Padre Lambertini ebbe subito la risposta pronta: “siamo due presepisti, con questi motorini ci muoviamo i nostri presepi!”

Ricordo l’espressione del signor Placucci che se ne uscì con un “Ah”.. con uno sguardo che lasciava capire che ci aveva preso per due pazzi…. Così Lambertini per rimediare chiese subito quanto avremmo dovuto pagare per tutti quei motorini…

Placucci ci disse che lui i rotami li vendeva a peso, ma che ce li avrebbe regalati se l’avessimo invitato a vedere i nostri presepi che si muovevano. Poi il rottamaio ci disse: “ma scusate siete in tanti a fare questi presepi che si muovono?”

Credo che risposta di Lambertini risuonò come un fulmine a ciel sereno per il venditore…”Non si preoccupi nel giro di qualche mese lei avrà un sacco di clienti nuovi, tutti i presepisti della Romagna che verranno a cercare da lei questi motorini americani !”

Al venditore si accesero gli occhi come due lampadine e tutto sorridente ci disse: “Se così sarà, per voi due i motorini saranno sempre gratis!”

E così fu. Padre Lambertini ed io facemmo tanta pubblicità al signor Placucci a tal punto che tanti presepisti iscritti all’associazione Italiana Amici del Presepio correvano da lui da ogni parte d’Italia a fare rifornimenti di motorini.

Placucci era diventato il nostro fornitore di fiducia. Aveva capito quali motorini ci servivano e ce li teneva da parte in modo che altri presepisti non li prendessero. Così ogni mese entrambi avevamo una fornitura di motorini funzionanti.

Usando però i motorini americani a 125 volt per farli andare a 220 volt occorreva usare sempre dei trasformatori. Un giorno lavorando nel mio laboratorio un motorino andò in corto e creò un incendio al trasformatore. Compresi immediatamente il pericolo: se un motorino avesse funzionato male la prima cosa che avrebbe preso fuoco sarebbe stato il trasformatore, creando così un incendio nel presepe.

Ed è in quell’istante che mi venne in mente la genialata che poi sarà utilizzata da padre Lambertini in tutti i suoi presepi. Avevo finito da un mese il corso di Radioelettra diplomandomi come elettricista. E avevo trovato il sistema per eliminare per sempre i trasformatori dal presepio. Come? Collegando in serie al motorino una lampadina a 220 volt con gli stessi watt del motorino.

Facciamo un esempio: un motorino funziona a 125 volt e ha 15 watt di potenza. In serie al motorino collegavo una lampadina a 220 volt a 15 watt. La corrente si sarebbe divisa tra il motorino e la lampadina, quindi il motorino funzionava perfettamente e la lampadina si accendeva per metà luce.

Non solo ma si trattava di una doppia sicurezza. In caso di un cortocircuito del motorino, il motorino avrebbe fatto da ponte e la lampadina si sarebbe accesa del tutto, evitando così pericolosi cortocircuiti ed incendi. Quando vedevo una lampadina completamente accesa capivo che il motorino collegato in serie ad essa aveva problemi. E così passavo alla sostituzione del motorino.

Era una tecnica sicura al 100% così ne parlai subito a Padre Lambertini. Quando ho spiegato la mia tecnica di sicurezza riguardo i motorini ho visto gli occhi di Padre Lambertini accendersi come due lampadine. “Bravo! hai avuto una buona idea, la metto subito in pratica!”

Nel giro di mezzora aveva già eliminato una decina di trasformatori sotto il suo presepio a Faenza. Al posto di questi tante lampadine accese a metà luce penzolavano sotto il suo presepio. E tutte le animazioni funzionavano egregiamente.

Un bel giorno Lambertini mi telefonò a casa: ” Sai la tua tecnica della lampadina? Funziona anche per i neon di wood!” Lambertini aveva trovato anche il modo per eliminare i reattori dei neon di wood a luce nera, quelli che trasformavano il telo bianco in uno splendido cielo blu del presepio e accedevano i colori fluorescenti che spesso usavamo per far risaltare gli effetti notturni.

Per tanto aveva trovato il modo per accendere il neon usando in serie le lampadine ed eliminando il reattore. La tecnica della lampadina fu usata da Lambertini in tutti i suoi presepi e sino a quando ci ha lasciato. Mi aveva più volte elogiato per questa mia trovata.

Con il signor Placucci l’amicizia è andata avanti per tanti anni. Quando andavamo da lui gli portavamo ogni volta una stecca di sigarette che riuscivo ad avere da un mio amico tabaccaio. Placucci era super contento e ci ricambiava sempre con tantissimi motorini.

Col passare degli anni iniziarono le produzioni di motorini a pochi giri già funzionanti a 220 volt. Ma la tecnica della lampadina in serie al motorino né io né padre Lambertini l’abbandonammo mai, era qualcosa che ci dava sicurezza nel presepio.

QUANDO INVENTAI PER PADRE LAMBERTINI IL VERO “BIANCO FLUORESCENTE”

(Testimonianza di Davide Santandrea)

Padre Lambertini da tantissimi anni usava la tecnica dei colori fluorescenti, che si illuminavano con le luci (Radiazioni) dei neon o delle lampade a luce nera. Usava questa tecnica sia per il presepio, per fare i riflessi notturni e anche per disegnare i quadri astronomici di pianeti, nebulose, astri ecc.. Un bel giorno lo trovai nel suo laboratorio astronomico, al secondo piano in via Guacimanni, tutto arrabbiato.

Ce l’aveva perché le produzioni di vernici non producevano più il “vero bianco fluorescente”. Diceva con me: “Vedi questo lo vendono come bianco fluorescente ma non è il vero bianco! Vedi che illuminandolo con il wood punta sul verde? E questo bianco vedi che invece punta sul blu? Ora mi dici come faccio a disegnare Giove su questo quadro, avendo bisogno del vero bianco fluorescente? Gli dissi di pazientare un po’ che una soluzione si sarebbe trovata.

Ritornato a casa presi tutti i colori fluorescenti base che possedevo. Rosso, Arancione, Giallo, Blu, Magenta, Rosa e Verde. Li mescolai tra loro nella stessa identica dose e quantitativo. Il risultato fu quello di saltare fuori un colore neutro grigiastro che illuminato alla luce di wood diventava un perfetto bianco fluorescente.

La tecnica che avevo usato era quella chiamata “spettro di colore” Ovvero se mettiamo tutti i colori su un disco e lo facciamo ruotare a gran velocità questo diventerà bianco perché i colori vengono miscelati tra loro diventando neutrali. Così succede la stessa cosa mescolando tutti i colori fluorescenti esistenti in commercio, ma padre Lambertini questo non lo sapeva altrimenti si sarebbe prodotto da sé il vero bianco fluorescente.

Così la mattina dopo telefonai al frate. “Padre ho trovato il vero bianco fluorescente che cercava!” la risposta fu: “Davvero? portamene subito tre barattoli!” Il pomeriggio fui da Lambertini con i tre barattoli. “Quanto ti devo per il colore?” la mia risposta fu: “Eh padre costa molto, tre barattoli di vero bianco fluorescente costano 50 mila lire…” Vidi padre Lambertini sparire. Era andato a chiedere al padre Economo del convento le 50 mila lire. Poi lo vidi arrivare tutto contento con le 50 mila lire in mano: “Ecco qua i soldi, i barattoli ora sono i miei!”

Sicché cominciai a scoppiare dal ridere… Padre Giovanni si meravigliò della mia risata: “sei contento per le 50 mila lire?” La mia risposta fu “No sono contento perché ho trovato una seconda cosa da insegnarle! Lei è stato un maestro per me e mi ha insegnato tante cose sul presepe. Però mi fa piacere che anche l’allievo abbia da insegnare qualcosa al maestro!”.

Padre Lambertini non capiva. Restituì le 50 mila lire in mano a padre Giovanni. “Vede padre, quel bianco che ha in mano e che lei ha provato alla luce di wood dicendo che è il vero bianco fluorescente, non l’ho comprato ma l’ho fatto io…” A Lambertini si accesero nuovamente gli occhi come due fanali…

“Come l’hai fatto tu?” Padre ho messo in pratica la tecnica dello spettro di luce che lei sicuramente conosce molto bene… Così ho mescolato tutti i colori fluorescenti esistenti in commercio ed ecco qua il vero bianco fluorescente che lei cercava. ”

Ricordo che la reazione di Padre Lambertini fu quella di spostare il basco che portava in testa posizionato sulle ventitrè che avevo imparato voler dire che per Padre Giovanni era un segnale di riflessione e pensiero… Poi mi disse: “Hai ragione. Sei stato bravo, io non ci avevo pensato. Visto che lo sai fare bene, d’ora in sarai tu a prepararmi il vero bianco fluorescente ogni volta che ne ho bisogno…”

E così fu.

VAI A PRENDERE L’ACQUA PER LA FONTANA DA DENTRO LA CRIPTA!

(Testimonianza di Davide Santandrea)

Con padre Lambertini ho vissuto da bambino diverse avventure comiche della miglior comica di Stanlio ed Olio. Era il 1978 ed ero un dodicenne piccolo di statura. Padre Lambertini stava montando il suo presepio in chiesa ed io in quell’anno iniziai ad aiutarlo. Padre Giovanni era solito montare nel paesaggio del suo presepio una bella fontana con uno zampillo d’acqua molto alto e che lui riusciva a colorare con un proiettore che si era costruito che faceva la luce blu, gialla, rossa e bianca. Sicchè l’acqua dello zampillo ora diventava rossa, poi gialla, poi blu e infine bianca.

A noi bambini quella fontana ci incantava perchè quando l’acqua era blu ci ricordava la menta, quando era gialla l’aranciata e quando diventava rossa la coca cola… E quindi a vedere quella fontana ci procurava sempre una gran sete… Un bel giorno Lambertini stava montando la fontana e mi disse: “Prendi questo secchio e vai nella cripta sotto l’altare. Lì il pavimento della cripta è sommerso dall’acqua. Prendi l’acqua col secchio e portamela qui che riempiano il serbatoio della fontana per farla partire!

Feci come aveva detto Padre Giovanni. Arrivai alla Cripta posta sotto l’altare maggiore della Basilica di San Francesco. Una piccola porticina con una piccola ringhiera bassa dava all’interno della cripta sommersa da circa 2 metri d’acqua d’infiltrazione dai muri. L’acqua che filtrava da muri era leggermente salata. Filtrava perché il primo pavimento a della cripta era sotto il livello del mare. A Ravenna basta scavare poco più di un metro per trovare l’acqua. Sommerso dall’acqua c’è il primo pavimento della basilica a mosaico.

Cercai di espormi dall’inferriata col secchio per raccogliere l’acqua ma essendo piccolo non ci arrivavo. “Padre non ci arrivo! Non riesco a prendere l’acqua!” Padre Lambertini dall’altra parte della chiesa, dal presepio mi rispondeva. “Dai che ci arrivi, sporgiti un po’!” Ed io: “Padre non ci arrivo!” E ancora Padre Lambertini: “Dai su che ce la fai!”

Ad un certo momento padre Lambertini, da dove si trovava nel presepio, sentì un grosso tonfo nell’acqua e fece: ” Hai visto che ci sei arrivato?” Credeva che fossi riuscito a raccogliere l’acqua con il secchio. Ma in realtà ero finito dentro l’acqua tutto vestito con il secchio. Per fortuna sapevo nuotare. “Padre, padre corra qua!”

Lambertini comprese la mia voce un po’ allarmata, corse alla cripta e mi vide dentro di essa, a mollo nell’acqua che nuotavo… “Padre è fredda!” La risposta di Lambertini fu: “Eh già è acqua d’infiltrazione dei muri! Però ti avevo detto di prendere l’acqua col secchio… non di farci il bagno dentro!”

Siccome da solo non riusciva a tirarmi fuori dall’acqua andò chiamare un altro frate e dopo qualche minuto arrivò un fratone alto e grosso che si chiamava Padre Severino Ragazzini, che in quegli anni aveva fondato il museo del Centro Dantesco. Assieme i due frati riuscirono a tirami fuori dall’acqua della cripta. Ma quel punto ero tutto fradicio e tremavo dal freddo. Padre Severino andò a prendere una coperta per coprirmi e mi portarono in convento.

Mi fecero accomodare nel refettorio. La cuoca dei frati, una signora che si chiamava Alfonsina mi fece bere del brodo bollente per scaldarmi. Padre Lambertini tornò da me con in mano degli indumenti di una squadra da calcio. Una maglietta a maniche corte col numero 1, una maglietta con cerniera e maniche lunghe sempre col n. 1, un paio di boxer e un paio di calzoncini sportivi.

Mi fecero accomodare in bagno dove indossai gli abiti che mi aveva portato padre Giovanni. Appena uscito sembravo un giovane calciatore. Nel vedermi Lambertini si mise a ridere. “Mi sembri un ragazzo che faceva parte della mia squadra di calcio, un certo Burlè….” Anche se Lambertini non me lo disse ho capito che questo Burlè doveva essere un personaggio comico…Insomma uno che ogni tanto ne combinava una della sue…

Poi chiesi a Padre Giovanni: “Padre perché mi ha dato la divisa del numero 1?

Padre Lambertini ridendo mi rispose” Perchè sei stato il primo a cadere nell’acqua dentro la cripta, sai quante volte lo racconterò agli amici questa?”

Poi tornando a pensare alla fontana del suo presepio riprese:

“Dai ora che ti sei rivestito e ti sei riscaldato torniamo al presepio, c’è da far funzionare quella benedetta fontana! Però ora il secchio lo riempiamo qui dalla vasca del bagno!”

In quel momento feci la mia riflessione dentro di me: “Già peccato però che non me l’aveva detto prima!”

Nell’anno successivo venni a sapere che Padre Lambertini aveva soccorso un’altra persona caduta nell’acqua della Cripta: un ladro che cercava di rubare le monetine gettate dai turisti nel pavimento a mosaico…

I FRATI DEL CONVENTO DI SAN FRANCESCO DI RAVENNA

(Testimonianza di Davide Santandrea)

Negli anni in cui iniziai ad aiutare Padre Lambertini a fare il suo Presepio, nel convento di San Francesco di Ravenna non c’erano residenti molti frati francescani. In quegli anni c’erano Padre Severino Ragazzini, fondatore del Centro Dantesco che rimase a Ravenna fino alla sua scomparsa, Padre Alfonso Lamberti, da me soprannominato “il frate della pasta asciutta” ( basta guardare la foto sotto per capire il motivo), Padre Enzo Fantini che era il padre Guardiano del Convento e Padre Lambertini che rimase a Ravenna dal 1954 al 1982. Ecco le foto dei frati che conobbi personalmente e che diventarono un po’ come la mia seconda famiglia dal momento che trascorrevo molte ore al giorno nel convento di San Francesco per aiutare Padre Lambertini.

Padre Enzo Fantini
Padre Severino Ragazzini , fondatore del Centro Dantesco a Ravenna
Padre Alfonso Lambertini soprannominato
da Davide il “frate della pasta asciutta” (Foto Davide Santandrea)
Padre Giovanni Lambertini con il suo tipico basco in testa. (Foto Davide Santandrea)

IL VINO CON L’ARANCIATA

(Testimonianza di Davide Santandrea)

Nel 1979 si unirono a Padre Lambertini e me altri giovani aiutanti del presepio che anche dopo il trasferimento di Padre Giovanni nel 1982 continuarono ad aiutare il sottoscritto a fare il presepio nella Basilica. Si chiamano Simone, Valentino, Eugenio e Luigino. Tutti fratelli il cui cognome fanno Dima. Li vedete nella foto sotto.

I Fratelli Dima. Da sinistra: Valentino, Luigino, Simone ed Eugenio

Ricordo che in ogni pomeriggio che aiutavamo Padre Giovanni a montare il presepio, alle ore 16 in punto il frate diceva: “Alé fermi tutti è ora della merenda! Così noi ragazzi lasciamo i nostri lavori e seguivamo Padre Lambertini nel refettorio del Convento.

Lì padre Lambertini tirava fuori dal frigo una bottiglia di vino rosso “cagnina” prodotto dai frati, una bottiglia di aranciata e un grosso panettone. E ci diceva “Ragazzi buon appetito!”

Ad un certo punto io e i fratelli Dima rimanevamo sbalorditi quando vedevamo Padre Lambertini fare un intruglio mescolando la cagnina con l’aranciata… Simone Dima esclamò ” Ma padre cosa fa? Così offende il vino!”

Subito ci fu la risposta pronta di Padre Lambertini: ” Ma no che dici, così sa di aranciata rossa, sentite se non ci credete!” E ci servì a tutti questo intruglio. In effetti sapeva di aranciata rossa…

In quell’istante arrivò Padre Alfonso Lamberti che era anche il cantiniere del convento e rimproverò padre Lambertini:” Reverendo padre ha finito di rovinare il mio vino con quell’aranciata?” Noi ragazzi ci mettemmo tutti a ridere.

Nel 1980 si unì a noi ragazzi e a Padre Lambertini un famoso burattinaio: Stefano Zaccagnini. Stefano era il figlio più giovane dell’Onorevole della DC Benigno Zaccagnini. Noi tutti lo chiamavamo “Zac”. Io in particolare diventai subito amico con Zac we ci siamo frequentati sino al giorno in cui è venuto a mancare.

Ricordo quante volte l’ho dovuto aiutare a fare gli spettacoli di Burattini nelle scuole dei Bambini. Era bravissimo a fare le voci dei personaggi dei burattini e da lui imparai a fare il doppiatore, ovvero quello che fa le “vocine Strane” quando, diventato regista cinematografico, iniziai a girare alcuni film comici.

Zac è quello che più di tutti mi ha aiutato quando ho iniziato a sostituire Padre Lambertini dal 1982 a fare il presepio a San Francesco. Stefano regalò non poche testine scolpite in legno di Burattini “seri” che Padre Lambertini trasformò in nuove testine dei personaggi del presepio.

Alla fine eravamo diventati proprio un bel gruppo spassoso e Padre Lambertini con noi si divertiva parecchio.

Stefano Zaccagnini, famoso burattinaio e figlio dell’Onorevole Zaccagnini.

Oggi alcuni di questi amici non ci sono più. Valentino Dima e Stefano Zaccagnini hanno raggiunto Padre Lambertini in cielo. Li immagino a lavorare tutti e tre assieme a fare il Presepio in paradiso.

Luigino Dima è diventato un frate francescano dell’ordine dei frati minori osservanti (OFM). Eugenio Dima ha sempre avuto la passione e lo spirito Scout ed è diventato uno dei “capi Scout” che segue tanti giovani. Simone Dima, il più grande dei fratelli, è più grande di me di qualche anno, ed è da tanto tempo che non l’ho più rivisto.

I COFANETTI DELLE CARAMELLE SPERLARI COME DONI DEI MAGI

(Testimonianza di Davide Santandrea)

Nella mattinata della vigilia di Natale del 1980, il presepio della basilica di San Francesco di Ravenna allestito da Padre Lambertini è quasi pronto. Mancano però i doni dei magi. Vidi Padre Giovanni uscire dalla chiesa e tornare dopo un quarto d’ora con un sacchetto pieno di….3 cofanetti delle caramelle Sperlari.

La Sperlari in quegli anni, per invitare a comprare le sue caramelle, usava confezionarle dentro dei bellissimi cofanetti in alluminio ben fatti e ben decorati. Lambertini trovò la geniale idea di usarli come scrigni e doni dei Magi del suo presepio.

Così tirò fuori i sacchetti delle caramelle dai tre cofanetti passendole a me e dicendo: “Ecco tu fai la fatica di mangiare queste caramelle, mentre io faccio la fatica di salire sul presepio per mettere questi tre cofanetti davanti ai re magi come loro doni al bambinello Gesù! Fu una fatica, quella di mangiare le caramelle, che feci volentieri, visto che le caramelle Sperlari erano buonissime!

Oggi la Sperlari non produce, più per le sue caramelle, quei bellissimi cofanetti che erano ideali per fare i doni dei Magi. Tuttavia mi è capitato di trovarli ancora in qualche mercatino dell’usato o dell’antiquariato e li ho comprati per i miei presepi…

LA STRADINA (CAMMINATOIO) CHE NON PASSAVA DALLE SCALE DEL CONVENTO

(Testimonianza di Davide Santandrea)

Negli anni in cui Lambertini allestiva il suo presepio nella basilica di San Francesco a Ravenna i frati dormivano in un appartamento di proprietà della Cassa di Risparmio di Ravenna il cui accesso era da una porta che dava sul parcheggio Largo Firenze e da una porticina che dava su un piccolo corridoio che dall’interno della Basilica portava alla Sacrestia, oggi cappella del S.mo Sacramento.

Facciata della Basilica di San Francesco di Ravenna dove s’intravvede a sinistra il terrazzo sul tetto dove Padre Lambertini guardava con i suoi telescopi e da dove fu calata la stradina del presepio con la corda…

Da quella porticina c’era una strettissima scala che portava al refettorio dei frati, alla cucina e alle singole stanze – camere da letto dei frati. Salendo fino in cima alla scala si arrivava a due porte: una dava ad una soffitta bassa del convento, l’altra faceva accedere ad un grande terrazzo sopra il tetto della Basilica di San Francesco, dove durante le sere d’estate Padre Lambertini si sistemava con i suoi telescopi a guardare il cielo.

La soffitta del Convento era piena di materiale del presepio usato da Lambertini, così come era piena la casa, allora mezza pericolante, a due piani che dava su via Guacimanni il cui primo piano era il laboratorio del presepio di Lambertini mentre il secondo piano era il suo laboratorio astronomico.

Quella casa col trasferimento di Padre Lambertini nel 1982 a Faenza venne poi restaurata sotto la direzione dei lavori di Padre Enzo Fantini e nel 1984 si trasferirono ad abitarci i Frati, diventando così il nuovo convento.

Nel periodo in cui si stava montando il presepio 1979 dentro la Basilica, padre Lambertini aveva bisogno di una stradina – camminatoio che aveva costruito fissando delle statuine su una cinghia di juta. Questa cinghia con le statuine scorreva su una lunga asse con le guide, appositamente incerata in modo che la cinghia scorresse senza intoppi.

Questa stradina era lunga ben 2 metri e 50 e padre Lambertini l’aveva costruita direttamente nella soffitta. Il problema però che il buon frate non aveva fatto i conti di come portarla fuori dalla soffitta e soprattutto farla scendere dalle scale strettissime in cui era impossibile scendere cose molto lunghe.

Per quanto ci sforzassimo nessuno dei due fummo in grado di fare scendere quella stradina dalle scale. Fu così che padre Giovanni trovò il rimedio. Ritornò in soffitta prese una lunga fune e legò la stradina.

Poi salimmo sul terrazzo del tetto della Basilica e mi disse: ora tu vai giù in piazza davanti l’ingresso della basilica. Io fisso la stradina alla corda in modo che non possa cadere e la scendo giù pian piano con la corda lungo il muro della facciata della chiesa. Scesi in piazza e fui pronto a prendere la stradina appena mi sarebbe arrivata a tiro.

Padre Lambertini pian piano cominciò a far scendere la stradina legata alla corda. Mentre aspettavo che la stradina arrivasse a portata delle mie mani mi accorsi che molta gente si era adunata in piazza vicino a me per vedere cosa stava facendo Padre Lambertini sul tetto…

Finalmente la stradina arrivò alla portata delle mie mani e la presi stendendola a terra. Slegai la corda e Padre Lambertini la ritirò su. Poteva servire per portare giù altra roba.

Poi quasi a scusarmi con la gente dissi: “eh scusateci è la stradina per il presepio ma non riuscivamo a farla scendere dalle scale del convento!” La gente ridendo, quasi prendendomi in giro, esclamò: “ahhhhhh è del presepio, e immaginiamo che quello lassù in alto è Padre Lambertini!

I PALLONI INFILZATI NELLA FACCIATA DELLA CHIESA.

(Testimonianza di Davide Santandrea)

Nel 1979 e agli inizi degli anni 80′ a Ravenna, soprattutto la piazza San Francesco, fu al centro delle cronache giornalistiche come luogo di ritrovo e spaccio di droga. In quegli anni passare per la piazza era davvero un brutto vedere, con molti tossici nei vari angoli che si bucavano.

Durante il giorno questi tossici si mettevano a giocare a calcio in piazza e spesso tiravano il pallone addosso al portone d’ingresso della chiesa, disturbando così le funzioni religiose.

Facciata della chiesa

Un giorno una pallonata andò a distruggere una delle vetrate delle finestre poste in alto sull’ingresso della chiesa. Fu lì che padre Lambertini si arrabbiò parecchio e uscendo dalla chiesa rimproverò i ragazzi: “Anzichè drogarvi e fare disastri andate a lavorare! Non pensate ai dispiaceri che date alle vostre famiglie?”

Ricordo che un tossico rispose in malo modo a Padre Lambertini che si arrabbiò ancor di più. Tornato in chiesa lo vidi rosso in faccia come un’aragosta. Mi disse subito: “adesso ci penso io a quelli. Tu stasera mi aiuti a fermarli!”

Non avevo capito cosa aveva intenzione di fare. Quando si fece sera e quei tossici se n’erano andati, padre Lambertini ed io uscimmo in piazza davanti l’ingresso della chiesa con una lunga scala. Il frate teneva a tracolla una borsa con un martello e dei chiodi di ferro lunghi almeno 30 cm.

Salito sulla scala cominciò ad inserire questi chiodi nel muro in alto sopra l’ingresso della chiesa e vicino alle finestre, con la punta rivolta, non verso il muro, ma verso il vuoto. Coglieva l’occasione dell’intercapedine tra un mattone e l’altro per infilarci i chiodi. Né sistemò circa una settantina.

Poi scese dalla scala e ritornammo in chiesa. Il giorno dopo, mentre montavamo il presepio, sentivamo tanti palloni che scoppiavano. E la sera, all’imbrunire, andavamo a contare i palloni rimasti infilzati nel muro della chiesa e con un lungo bastone li facevamo cadere a terra.

Fu così che dopo una settimana i tossici di piazza San Francesco smisero di giocare a calcio in piazza e a dare pallonate contro l’ingresso e il muro della chiesa. Se uno ci fa caso, guardando in alto nel muro della chiesa sopra il portone d’ingresso e vicino alla vetrata si vedono ancora questi lunghi chiodi sbucare dal muro.

Nessuno lì andò mai a togliere e rimasero lì da anni in ricordo della guerra di Padre Lambertini contro le pallonate.

SI FESTEGGIA L’APERTURA DEL PRESEPIO CON UNA BOTTIGLIA DI SPUMANTE

(Testimonianza di Davide Santandrea)

La vigilia di Natale alle ore 15, Padre Lambertini era abituato ad inaugurare il suo presepio. E lo inaugurava assieme a me che ero il suo aiutante e allievo. Quindi prendeva una bottiglia di spumante e due bicchieri e mentre un pubblico numeroso e accalcato guardava incantato il suo bel presepio, io e Padre Giovanni eravamo belli comodi e seduti sotto (dentro) il presepio dove si stava anche comodamente in piedi.

Sotto il presepio c’erano molte aperture dove padre Lambertini e a volte anch’io sbucavamo fuori per fare le riparazioni del momento, se qualche statuina si guastava.

Quando padre Lambertini aprì la bottiglia di spumante il tappo scattò via e fece un gran volo sbucando fuori da una delle aperture nascoste del presepio e finendo in testa ad una signora anziana del pubblico che aveva una parrucca in testa.

Il tappo che le finì in testa le fece cadere la parrucca a terra, con l’imbarazzo dell’anziana davanti a tutta la gente presente. Non potete immaginare le risate mie e di Padre Lambertini da sotto il presepio nel vedere la scena di nascosto, attraverso quelle aperture, quello che aveva combinato il tappo di spumante. Ancora oggi quando ci penso mi piego a metà dalle risate….

QUANDO IL PRESEPIO DI PADRE LAMBERTINI DEL 1980 RIMASE MONTATO FINO A DOPO PASQUA

(Testimonianza di Davide Santandrea)

Padre Lambertini era solito lasciare montato il presepio della Basilica di San Francesco a Ravenna fino al 2 febbraio che è la festa della Candelora. Però un anno il presepio rimase montato sino a dopo Pasqua. Era il presepio del Natale 1980. Un brutto giorno Padre Lambertini entra dentro il suo presepio di Natale in Basilica, era la prima domenica dopo l’Epifania, e trova nascosto dentro il presepio (sotto) in un angolo, un tossico che si stava bucando.

Padre Lambertini cominciò subito a sgridarlo e il tossico, forse per paura che il frate lo denunciasse alla polizia, tirò fuori un coltello e ferì Padre Lambertini alla mano destra. Il tossico poi fu fermato da Padre Enzo Fantini.

Subito portarono Padre Lambertini al pronto soccorso perché era un brutto taglio lungo e profondo sul dorso della mano. Al pronto soccorso diedero i punti alla mano di Padre Lambertini, la fasciarono e il medicò ordino che la mano non venisse sforzata altrimenti si potevano riaprire i punti. Riposo quindi almeno per un mese.

Il presepio 1980 che rimase montato fino a dopo Pasqua.

A marzo la mano era quasi tornata a posto ma di smontare il suo presepio a Padre Lambertini non aveva proprio voglia. Così disse al padre Guardiano, allora Padre Enzo Fantini, che era meglio che stesse ancora a riposo con la mano e il presepio rimase così montato sino a dopo le festività di Pasqua.

Tuttavia non fu una scelta sbagliata: a Pasqua la città di Ravenna era già invasa dalle gite turistiche e da decine di migliaia di turisti provenienti da ogni dove. E così il presepio di Padre Lambertini, oltre ad essere stra-visto dal pubblico a Natale fu anche stra-visitato dai turisti per Pasqua.

UNA RASSEGNA STAMPA SUI PRESEPI

DI PADRE LAMBERTINI

LA RASSEGNA STAMPA SONO ARTICOLI CHE PARLANO DI PADRE LAMBERTINI, UNA SELEZIONE DI ARTICOLI RACCOLTI NEGLI ANNI DAL SUO ALLIEVO DAVIDE SANTANDREA

QUANDO PADRE LAMBERTINI RISPONDEVA ALLE POLEMICHE…

Padre Lambertini non si è sottratto dal partecipare ad alcune polemiche in difesa del presepio. Fu così che a Faenza negli anni 50′ litigò con un giornalista che puntò il dito contro i costruttori di presepi e Padre Lambertini intervenne in difesa del Presepio. Ecco qui l’articolo del 1950 Intitolato “IN CERCA DI UNA NUOVA FORMA DI PRESEPIO”

L’articolo pubblicato sul Carlino dove Padre Lambertini difendeva il suo tipo di presepio.

Una seconda polemica di Padre Lambertini fu niente meno che con Angelo Stefanucci, presidente e fondatore dell’Associazione Italiana Amici del Presepio che sosteneva che San Francesco di Assisi non fosse il primo ideatore del presepio e la rappresentazione di Greccio non fosse un vero presepio. Lambertini intervenne con un suo articolo intitolato “IL PRESEPIO FRANCESCANO” rispondendo per le rime a Stefanucci. Alla fine della polemica ciascuno mantenne la propria idea e Padre Lambertini continuò a ritenere San Francesco come il fondatore del Presepio e la rappresentazione di Greccio un bellissimo presepio vivente.

L’articolo scritto da Padre Lambertini in risposta ad Angelo Stefanucci.

Nella terza polemica Padre Lambertini entra in scena niente meno contro due storici vip della televisione Italiana, ovvero Dario Fo e Adriano Celentano per una messa in scena di un presepio vivente non proprio rispettoso sul programma tv “FANTASTICO”. E padre Lambertini non le mandò certo a dire…

QUANDO PADRE LAMBERTINI FACEVA I CARRI MASCHERATI PER IL CARNEVALE A RAVENNA

Agli inizi degli anni 60 Padre Lambertini ha gareggiato con tre carri mascherati per il carnevale facendo vincere la parrocchia di San Francesco di Ravenna per tre anni consecutivi. Le foto che seguono sono tutte dei carri mascherati carnevaleschi e soprattutto ANIMATI che furono costruiti da Padre Lambertini per la Parrocchia di San Francesco.

Padre Lambertini spesso si trovava dentro il carro ad azionare i meccanismi per le animazioni. Un gran successo ebbe il carro di Lambertini intitolato “I DIVI URLATORI” con personaggi mobili ispirati ai cantanti della tv: MINA LA PECORINA (La cantante Mina) E PEPPINO IL CAPRINO (Peppino di Capri). Dietro il carro uno slogan prettamente “lambertiniano”: COME AUGURIO PER NOI PEPPINO CAPRINO CI CANTERA’, IN LINGUA CAPRINA, CAPRI

(Le foto d’epoca furono scattate dal mio papà. Diritti di copyright riservati al proprietario di questo sito web, ovvero il sottoscritto Davide Santandrea)

La facciata davanti del Carro “I DIVI URLATORI” di Padre Lambertini.
La facciata dietro con lo slogan “COME AUGURIO PER NOI PEPPINO CAPRINO CI CANTERA, IN LIGUA CAPRINA, CAPRI”
In questo carro si vede Padre Lambertini al centro, mentre sta azionando i meccanismi per il movimento.
Uno degli ultimi e più movimentati carri animati di Padre Lambertini.

LE FOTO DEI PRESEPI DI PADRE LAMBERTINI A FAENZA, BAGNACAVALLO E RAVENNA

Note Copyright:

Tutte le foto qui sotto riportate sono originali, alcune mi furono donate personalmente da Padre Giovanni Lambertini altre sono state scattate dai miei genitori quando ero bambino, altre le ho scattate personalmente io. Tutte queste foto fanno parte dell’archivio fotografico da me realizzato sui Presepi in Romagna. E’ per tanto proibito scaricare, dupplicare, postare le foto qui raccolte da parte di terzi senza l’autorizzazione scritta del proprietario del sito, ovvero Davide Santandrea.  Ogni violazione dei diritti sarà perseguita legalmente. Tale materiale raccolto è destinato alla pubblicazione di un libro sulla vera storia dei presepi di Padre Lambertini di prossima pubblicazione da parte mia

(Davide Santandrea regista Cinematografico, scultore e presepista).

IL PRESEPIO A SAN FRANCESCO DI FAENZA 1951

Ecco una foto veramente d’epoca: un giovanissimo Padre Giovanni Lambertini mentre allestisce con i suoi aiutanti di allora uno dei suoi primi presepi meccanici nel 1951 a San Francesco di Faenza. Pochi movimenti: Il lago di Tiberiade con il suo muoversi ondoso, i camminamenti delle statuine  nel paesaggio, i boscaioli e delle galline sbecchettanti in un cortile. In una grotta appariva ai pastori un angelo luminoso riflesso in un vetro. Gran parte delle figure che padre Lambertini usava nei suoi primi presepi erano ritagliate col traforo su del legno compensato. A muoverli, come raccontava  Padre Lambertini erano dei motori a 78 giri dei vecchi giradischi che il frate presepista riduceva nella velocità attraverso un gran giro di pulegge e cinghie fatte con degli elastici da sartoria. Gran parte dei fondali e delle scenografie erano dipinte su compensato e mettevano già in evidenza l’estro creativo del Frate. La natività era statica ed era composta dalle bellissime statue in cartapesta opere della famiglia Graziani Dalmonte di Faenza.

Presepio San Francesco di Faenza 1951. Un giovanissimo Padre Lambertini mentre prepara un meccanismo per far muovere le statuine.

IL PRESEPIO A SAN FRANCESCO DI BAGNACAVALLO 1954

Nel 1954 Padre Giovanni Lambertini realizza due presepi: il primo nella chiesa di San Francesco di Bagnacavallo, il secondo nella basilica di San Francesco di Ravenna. In quello allestito a Bagnacavallo troviamo una natività con statue alte 80 cm in cartapesta opera della Famiglia Graziani Dalmonte.  La Madonna animata meccanicamente che culla il Gesù Bambino tra le braccia è opera dello scultore Secchi di Ravenna. Anche Gesù bambino si muove: apre gli occhietti e alza la testiana e torna a dormire. E fatto tutto in cera e viene dalla scuola siciliana. I Magi e S.Giuseppe sono invece statici. Nel paesaggio l’unica animazione è il lago di Tiberiade e l’alternarsi di effetti di luci come il giorno e la notte.

Presepio San Francesco Bagnacavallo 1954

IL PRESEPIO 1954 A SAN FRANCESCO DI RAVENNA (IL PRIMO PRESEPIO DI PADRE LAMBERTINI A RAVENNA)

Il presepio che Padre Lambertini ha allestito nel 1954 a San Francesco di Ravenna  è il primo presepio allestito dal frate. Dal 1954 al 1968 il presepio veniva allestito originariamente dentro la Capella a sinistra dell’altare maggiore ( Oggi chiamata Cappella del Santissimo) nei primi anni i presepi di Padre Lambertini, almeno fino al 1966, non avevano molte animazioni. Anche perchè, come scrisse nella rivista dell’associazione Amici del Presepio n.13 dell’ottobre 1957, padre Lambertini in quegli anni non era proprio favorevole al presepio meccanico /animato preferendo di gran lunga il presepio con gli effetti luminosi. Tuttavia dagli anni 60′ in poi padre Lambertini inizio ad inserire nel suo presepio sempre più animazioni meccaniche, oltre che gli effetti luminosi, fino a quando negli anni 80′ divenne completamente Meccanico. A far cambiare idea a Padre Lambertini riguardo l’animazione del presepio fu proprio il suo maestro , Don Galileo Macori di cesena che realizzava grandi presepi con grandi figure animate. Fu proprio vedendo i presepi di Don Macori che Padre Lambertini si ricredette sul valore della meccanizzazione rispettosa del presepio.

Il presepio del 1954 è caratterizzato da una bellissima Natività con statue alte 30 cm in gesso opera dei Madonnari,   Il Paesaggio è arricchito da poche animazioni opera di Padre Lambertini quali  i boscaioli, il fabbro,  il mulino a vento, una bella cascata luminosa,  la grotta con l’apparizione luminosa dell’angelo e una grotta con l’omino che mescola nel paiolo la polenta, e  i camminamenti.  Al centro del paesaggio c’è il grande lago di Tiberiade con il suo muoversi ondoso. Nel cielo si susseguono le fasi della giornata con la luna, le stelle e il passaggio degli angeli durante la notte e l’apparizione del sole durante il giorno.

Presepio San Francesco di Ravenna 1954

Il Presepio 1959

Il presepio che Padre Lambertini ha allestito nel 1959 è caratterizzato da una bellissima Natività con statue alte 70 cm in cartapesta opera della famiglia Graziani Dalmonte e una bella Madonna seduta che culla Gesù tra le braccia opera dello scultore Secchi. Il Gesù bambino sdraiato in braccio a Maria apre gli occhietti e alza la testina e poi ritorna a dormire è di scuola siciliana,  Sopra la Natività vi troviamo degli  angeli che Padre Lambertini ha dipinto.  Il Paesaggio è arricchito dai mestieri animati opera di Lambertini quali  la grotta con l’apparizione luminosa dell’angelo, boscaioli e un pastore che mescola nel paiolo dentro una grotta.  A lato del paesaggio c’è il grande lago di Tiberiade con il suo muoversi ondoso.

Presepio San Francesco di Ravenna 1959

Il Presepio del 1960

Il presepio che Padre Lambertini ha allestito nel 1960 è caratterizzato da una bellissima Natività con statue alte 50 cm in gesso opera dei Madonnari, mentre i pastori alti 60 – 70 cm sono opera della Famiglia Graziani Dalmonte.  Sopra la Natività vi troviamo due angeli che Padre Lambertini ha realizzato utilizzando due bamboline a cui ha messo le ali. Il Paesaggio è arricchito dai mestieri animati opera di Lambertini quali il pescatore, un uomo che mescola nel paiolo dentro una grotta,  i boscaioli  e  i camminamenti.  In primo piano un angelo  ricavato da una bambola  muove le mani e le ali  annunciando ai  pastori le nascita di Gesù. A lato del paesaggio c’è il grande lago di Tiberiade con il suo muoversi ondoso.

Presepio San Francesco di Ravenna 1960

Il Presepio 1961

Il presepio che Padre Lambertini ha allestito nel 1961 è caratterizzato da una bellissima Natività con statue alte 50 cm in gesso opera dei Madonnari,  Sopra la Natività vi troviamo due angeli che Padre Lambertini ha realizzato utilizzando due bamboline a cui ha messo le ali. Il Paesaggio è arricchito dai mestieri animati opera di Lambertini quali il pescatore,  i boscaioli, la bimba che apre la porta di casa, la grotta con l’apparizione luminosa dell’angelo  e  i camminamenti.  A lato del paesaggio c’è il grande lago di Tiberiade con il suo muoversi ondoso.

Presepio San Francesco di Ravenna 1961 

Il Presepio 1962

Il presepio che Padre Lambertini ha allestito nel 1962 è caratterizzato da una bellissima Natività con statue alte 50 cm in gesso opera dei Madonnari,  Sopra la Natività vi troviamo due angeli che Padre Lambertini ha realizzato utilizzando due bamboline a cui ha messo le ali. Il Paesaggio è arricchito dai mestieri animati opera di Lambertini quali il pescatore,  i boscaioli, la bimba che apre la porta di casa, la grotta con l’apparizione luminosa dell’angelo  e  i camminamenti.  A lato del paesaggio c’è il grande lago di Tiberiade con il suo muoversi ondoso.

Presepio di San Francesco di Ravenna 1962

il Presepio 1963

Il presepio che Padre Lambertini ha allestito nel 1964 è caratterizzato da una bellissima Natività con statue alte 50 cm in gesso opera dei Madonnari,  Sopra la Natività vi troviamo due angeli che Padre Lambertini ha realizzato utilizzando due bamboline a cui ha messo le ali. Il Paesaggio è arricchito dai mestieri animati opera di Lambertini quali il pescatore,  i boscaioli  e  i camminamenti.  A lato del paesaggio c’è il grande lago di Tiberiade con il suo muoversi ondoso.

Presepio San Francesco Ravenna 1963 

Il Presepio 1964

Il presepio che Padre Lambertini ha allestito nel 1964 è caratterizzato da una bellissima Natività composta da una bella Madonna che culla Gesù tra le braccia opera dello scultore Secchi, da un bellissimo Gesù bambino in cera di scuola siciliana che apre gli occhietti, alza la testina e ritorna a dormire e da un San Giuseppe non animato in cartapesta opera di Padre Lambertini. . Vicino alla natività c’è un bellissimo angelo opera dello scultore Fabbi di Bologna a cui padre Lambertini ha messo in movimento le ali. Il Paesaggio è arricchito dai mestieri animati opera di Lambertini quali il pescatore,  l’arrotino, la donna che apre la porta di casa, il mugnaio con l’asino alla macina, un fabbro  e  i camminamenti.  A lato del paesaggio c’è il grande lago di Tiberiade con il suo muoversi ondoso.

Presepio San Francesco Ravenna 1964

Il Presepio 1965

Il presepio che Padre Lambertini ha allestito nel 1965 è caratterizzato da una bellissima Natività con statue alte 90 cm in gesso opera dei Madonnari, da una bella Madonna che culla Gesù tra le braccia opera dello scultore Secchi, da un bellissimo Gesù bambino in cera di scuola siciliana che apre gli occhietti, alza la testina e ritorna a dormire. Sopra la Natività vi troviamo il Gloria Angelico. Vicino alla natività c’è un bellissimo angelo opera dello scultore Fabbi di Bologna a cui padre Lambertini ha messo in movimento le ali. Il Paesaggio è arricchito dai mestieri animati opera di Lambertini quali il pescatore,  l’arrotino, la lavandaia  e  i camminamenti.  A lato del paesaggio c’è il grande lago di Tiberiade con il suo muoversi ondoso.

Presepio San Francesco di Ravenna 1965

Padre Lambertini sbuca fuori in mezzo al paesaggio per riparare lo zampillo della fontana.

Presepio San Francesco di Ravenna 1965

Il presepio 1966

Il presepio che Padre Lambertini ha allestito nel 1966 è caratterizzato da una bellissima Natività con statue alte 90 cm in gesso opera dei Madonnari, da una bella Madonna che culla Gesù tra le braccia opera dello scultore Secchi, da un bellissimo Gesù bambino in cera di scuola siciliana che apre gli occhietti, alza la testina e ritorna a dormire. Vicino alla natività c’è un bellissimo angelo opera dello scultore Fabbi di Bologna a cui padre Lambertini ha messo in movimento le ali. Il Paesaggio è arricchito dai mestieri animati opera di Lambertini quali il pescatore, il soldato che marcia e fa la guardia davanti al tempio, i boscaioli, l’arrotina e le donne affaccendate dentro una grande casa. Al centro del paesaggio c’è il grande lago di Tiberiade con il suo muoversi ondoso.

Una bellissima foto d’epoca. Anno 1966, Padre Lambertini ritocca una della sue grandi case  ricche di animazioni degli antichi mestieri. Questa casa riproduce la scena della parabola dei “SERVI VIGILANTI”  con le donne affaccendate ai lavori domestici.  Gesù racconta nel Vangelo questa parabola: Beati quei servi che tornando a casa il padrone li troverà intenti ai lavori domestici. Il padrone stesso si metterà a servirli. Padre Lambertini nel corso degli anni ha realizzato numerose Parabole del Vangelo nei suoi presepi animati: Il Figlio Prodigo, I Servi Vigilanti, I Lavoratori della vigna, La parabola del Buon Pastore e la pecorella smarrita, il buon seminatore, la parabola del contadino che trova il tesoro nascosto nel campo, la parabola del buon Samaritano, La parabola delle nozze, la parabole della rete da pesca, la parabola della Perla Preziosa, la parabola del chicco di senape, la parabola della dramma perduta ( la parabola della moneta perduta) la parabola del raccolto abbondante, la parabole dell’infingardo.

Presepio San Francesco di Ravenna 1966

Il Presepio 1967

Il Presepio del 1967 realizzato da Padre Lambertini  ha come punto essenziale l’animazione della Madonna che culla Gesù tra le braccia e il Gesù Bambino che apre gli occhietti e ritorna a dormire. Nel paesaggio troviamo le animazioni dell’arrotino, del pescatore, del soldato che marcia, i camminamenti e il lago di Tiberiade.

Presepio di San Francesco di Ravenna 1967

Il presepio 1968

Il presepio 1968 è caratterizzato dalla Natività con la Madonna inginocchiata in movimento ( unica figura in movimento nella Natività) realizzata da Padre Lambertini. La Madonna s’inchinava e apriva le mani in un gesto di meraviglia sopra un Gesù bambino di cera di scuola siciliana che apriva gli occhietti e abbassava la testina a dormire.

Nel paesaggio di Betlemme troviamo altre animazioni create da padre Lambertini: il mare di Tiberiade, il mugnaio con le bimbe all’altalena, una donna che sfama le galline , due fabbri che martellano sull’incudine.

Presepio di San Francesco di Ravenna 1968

Il Presepio 1969

IL PRESEPIO DI SAN FRANCESCO DI RAVENNA CAMBIA ASPETTO

Nel 1969 i Francescani Minori Conventuali di Ravenna e di Bologna acquistano uno dei presepi di Don Galileo Macori scomparso nel 1968. Precisamente acquistano uno dei due presepi con la parte figurativa artistica realizzata dallo scultore Enrico Graziani Dalmonte di Faenza. Questo presepio di Don Macori viene diviso in due parti: una parte sarà utilizzata da Padre Lambertini per allestire il presepio di San Francesco a Ravenna mentre la seconda parte sarà sempre utilizzata dal frate per l’allestimento del suo secondo grande presepio alla basilica di San Francesco a Bologna. Fino agli anni 80  nel presepio di Padre Lambertini a Ravenna e a Bologna  sono presenti le grandi figure alte 1 metro che facevano parte dei presepi di Don Macori. Nel 1981, prima del trasferimento a Faenza, Padre Lambertini realizzò gli stampi alle teste mani e piedi dei presepi di Macori fatte da Enrico Dalmonte, realizzando così molti duplicati che ha poi diffuso nei conventi.

Presepio di San Francesco 1969

Nel vasto paesaggio dietro la Natività e i magi troviamo diversi mestieri: L’arrotino, il pescatore, la lavandaia, una casa con i domestici indaffarati, il fornaio, il mulino col mugnaio che sale le scale con i sacchi sulle spalle, il lago di Tiberiade. Dietro la Natività l’angelo annuncia ai pastori.  La novità delle grandi figure animate alte un metro, che appartennero ai presepi di don Macori, ebbe in quell’anno un gran successo a tal punto che il pubblico, maleducatamente, non evitava di toccare le grandi figure troppo raggiungibili, talvolta anche rompendole.  Fu così che padre Lambertini la notte di Natale escogitò di mettere lungo tutta la lunghezza del suo presepe un filo di ferro con un cartello con su scritto: ” attenzione non toccare, corrente elettrica a 125 volt!”  Ovviamente era solo un filo di ferro che attraversava il presepio senza corrente ma la gente per paura da quel momento evitò di toccare le figure. In una foto si vede il filo di ferro che attraversa il presepe. 

Presepio San Francesco di Ravenna 1969 con le statue di Don Macori e Graziani Dalmonte Si nota il filo di ferro che attraversa tutto il presepio messo da Padre Lambertini per fare in modo che il pubblico non toccasse e rovinasse le grandi figure animate.

Presepio a San Francesco di Ravenna 1969 con le statue di Don Galileo Macori  e Graziani Dalmonte

Il Presepio 1970

Nel 1970 Padre Lambertini realizzò un presepio animato a San Francesco di Ravenna fuori dal comune. Erano gli anni della guerra fredda  e degli scontri tra la Russia e l’America. Padre Lambertini pensò ad un presepio che potesse far riflettere e portare un messaggio di Pace. Al centro la natività con Maria in movimento che culla Gesù realizzata dallo scultore Secchi di Ravenna, dietro di lei il bue e l’asinello animati realizzati da Padre Lambertini e San Giuseppe con la lanterna.  Dietro la Natività l’annuncio dell’angelo ai Pastori e il Vaticano  con San Pietro e il papa al balcone. Sul lato sinistro i pastori e dietro di questi il terzo mondo dei poveri, della gente umile intenta nei lavori domestici (rappresentata dalla casa della parabola evangelica dei servi vigilanti con la filatrice, la polentara e le donne che cucinano), l’arrotino e una donna che sfama le galline. Sul lato destro della Natività Lambertini mise i Magi e dietro di essi rappresentò il Cremlino della Russia da una parte e la Casa Bianca dell’America dall’altra. In mezzo il filo spinato e due missili lampeggianti che si alzavano in alto e finivano ora sul Cremlino e ora sulla Casa Bianca. Secondo Lambertini il messaggio contro la guerra fredda era chiaro ma la gente in visita al presepio non lo capiva sicché più volte esclamava: ” ma chi è quel matto che ha messo i missili nel presepio?”

Presepio di San Francesco di Ravenna 1970 dove Padre Lambertini ci mise pure i missili, il Vaticano, il Cremlino e la Casa Bianca

Il Presepio 1971

IL PRESEPIO 1971 è caratterizzato da una natività la cui unica figura animata era la Madonna che cullava Gesù realizzata dallo scultore Secchi di Ravenna. ( un regalo che lo scultore fece a Padre Lambertini) S.Giuseppe, Magi e Pastori sono vecchie figure in gesso alte 90 cm prodotte dai madonnari.  Il paesaggio del presepio è animato da alcuni mestieri realizzati da Padre Lambertini:  il mugnaio, la parabola del Buon Pastore e la pecorella smarrita, la parabola del Figlio Prodigo, La parabola delle Nozze, la parabola della rete da pesca, il mugnaio che lavora dentro il mulino.

Presepio a San Francesco di Ravenna 1971

Presepio 1972

NEL PRESEPIO DI SAN FRANCESCO 1972 RITORNANO LE STATUE DI DON MACORI

Dal 1972 al 1981 compreso nel Presepio di San Francesco allestito da Padre Giovanni Lambertini  figurano le grandi statue animate dei presepi di Don Galileo Macori realizzate dagli artisti della famiglia Graziani Dalmonte di Faenza. Nel paesaggio del grande presepio figurano nuovi movimenti dei mestieri e della parabole del Vangelo realizzate da Padre Lambertini: La parabola del chicco di senapa ( bimba che sfama gli uccellini), la parabola del contadino che trova il tesoro nascosto nel campo, la lavandaia, i camminamenti nella città di Betlemme, il lago di Tiberiade, la parabola del buon seminatore, la polentara. Le foto della natività sono prive dei Magi. Questo perché Padre Lambertini in quegli anni era abituato a montare i Magi nella notte dell’Epifania, togliendo i pastori e mettendo al loro posto i Magi. Fu così anche per il presepio del 1973. Poi dal presepio 1974 padre Lambertini inizio a montare i Magi sin dall’apertura del suo presepio.

La natività con le statue di Don Macori

PRESEPIO 1973 (Statue di Don Galileo Macori e Graziani Dalmonte)

Il presepio 1973

Il presepio del 1973 realizzato da Padre Lambertini è caratterizzato da un primo piano dove figura la natività e l’adorazione dei Magi del presepio di Don Macori e la parte figurativa della famiglia Graziani Dalmonte.  Nel paesaggio vi trovano posto diversi nuovi mestieri realizzati da Padre Lambertini: La donna che sfama le galline, il lago di tiberiade, i boscaioli, l’arrotino, la parabola del ricco Epulone e il Povero Lazzaro, i camminamenti, la Parabola del raccolto abbondante e la casa dei servi vigilanti al lavoro (Donna che rimesta nel paiolo, donna che batte i panni, filatrice e donna che settaccia la farina e infine la parabola dell’infingardo)

Presepio di San Francesco di Ravenna 1973

IL PRESEPIO DI SAN FRANCESCO 1974

Nel presepio di San Francesco a Ravenna 1974, Padre Lambertini smonta alcune figure del presepio di Don Macori per trasformarle in figure inginocchiate, modificando così la Natività e i magi. Le teste, mani e piedi erano comunque quelle delle figure di Don Macori realizzate dalla Famiglia Graziani Dalmonte. Nel paesaggio alcuni mestieri realizzati da Padre Lambertini: il mulino la casa con l’omino al girarrosto, la donna che rimesta nel paiolo, la filatrice,  il lago di tiberiade , i camminamenti, il mulino a vento, una donna che spazza la terrazza, il soldato che marcia davanti al tempio

IL PRESEPIO PERMANENTE 1975

All’interno di una cappella laterale a sinistra dell’ingresso principale della Basilica di San Francesco di Ravenna, nel 1975 Padre Giovanni Lambertini realizzò un presepio permanente con la natività e i magi inginocchiati utilizzati per il presepio 1974.  In quel presepio le statue, seppur modificate da Padre Lambertini, appartenevano ai presepi di Don Macori e le teste, mani e piedi realizzate dalla famiglia Graziani Dalmonte. Il presepio rimase fino al 1989 quando Padre Lambertini riprese il suo materiale e le sue statue e al posto di quel presepio fu realizzato un nuovo presepio permanente dall’allievo Davide Santandrea utilizzando figure riprodotte dalle statue di un presepio di Don Macori che Santandrea acquistò nel 1988 a Guastalla. 

Tale presepio permanente in San Francesco di Ravenna realizzato da Padre Lambertini nell’aprile 1975  fu utilizzato come Natività  del più grande presepio che aveva allestito a Natale Ecco le foto del presepio di Natale 1975

I movimenti del paesaggio , mestieri e parabole evangeliche sono: La Parabola della Perla Preziosa (A destra) La lavandaia e  la donna che sfama le galline  al centro, i camminamenti in fondo a destra

IL PRESEPIO DI SAN FRANCESCO 1976

In questo Natale Padre Lambertini conosce un bimbo di nome Davide Santandrea che negli anni seguenti comincerà ad istruirlo nel suo magico mondo del presepio animato. Dal 1976 Davide andrà sempre a visitare i presepi di Lambertini e dal 1978 diventerà il suo allievo e aiutante di tanti allestimenti dei presepi  sino al 1997, anno della scomparsa del Frate. 

In questo Presepio Padre Lambertini ritorna a riutilizzare la natività grande di Don Macori. Avendo però realizzato il presepio permanente nel 1975 utilizzando alcune teste realizzate dalla famiglia Graziani Dalmonte per le statue di Don Macori (La Madonna, S.Giuseppe, 1 Valletto nero trasformato in Re Mago di colore, 1 Zampognaro trasformato in Re Mago Vecchio in piedi, e un paggetto portatore dei doni trasformato in un re Mago Giovane), padre Lambertini dovette realizzare degli stampi per riprodurre le teste della Madonna e di San Giuseppe per poter rimontare la natività grande di Macori senza dover togliere le teste dal presepio permanente. Per tanto in questo presepio troviamo pastori e re magi originali di Don Macori Mentre La Madonna e San Giuseppe hanno i corpi e i movimenti originali di Don Macori ma le teste sono state ricavate a stampo da Padre Lambertini dai modelli originali fatti dalla Famiglia Dalmonte. Padre Lambertini ha realizzato un nuovo bue e asino animati in sostituzione di quelli di Don Macori.

Una lunga teoria di Angeli  attraversa il presepio di Padre Lambertini del 1976

il presepio 77-78

Nel Natale 1977 e in quello 1978 i presepi di Padre Lambertini sono caratterizzati sempre dalla natività meccanica di Don Galileo Macori e dalla parte artistica della Famiglia Graziani Dalmonte, a cui Padre Lambertini aggiunge alcuni suo personaggi, quale il pastore che suona l’arpa, quello con il nido degli uccellini,  il pastorello che suona lo zuffoletto, le cui teste sono ricavate da degli stampi fatti a delle teste di bambole simili a bambini. Nel presepio 1978 iniziò a collaborare un giovane dodicenne ravennate di nome Davide Santandrea che Padre Lambertini prese a benvolere e ad istruirlo nel suo magico mondo del presepio animato. Da quell’anno Davide Santandrea sarà sempre l’allievo che aiuterà Padre Lambertini nei suoi allestimenti animati.

il presepio 1979

Nel 1979 Padre Lambertini  realizza una  nuova natività animata  le cui mani e piedi furono realizzate  facendo gli stampi alle teste e mani della natività di Don Macori (Parte figurativa della Famiglia Graziani Dalmonte). Nell’anno seguente questa Natività diventerà permanente nella Chiesa Santuario Cuore Immacolato di Maria a Bellariva di Rimini.

Nel foto la natività del 1979 rimontata al Presepio di Bellariva. Resterà allestita sino ad un incendio del presepio che la distruggerà completamente. 

Il Presepio 1980

Nel presepio 1980 ritorna ancora una volta, nel presepio di San Francesco di Ravenna, la Natività e Magi del Presepio di Don Macori, a cui Padre Lambertini aggiunge alcuni suoi personaggi, quale il pastore che suona l’arpa, quello con il nido degli uccellini,  il pastorello che suona lo zufoletto, quello che suona il tamburello e quello che suona la viola. Le teste di questi pastorelli sono ricavate dagli stampi da delle teste di bambole simili a bambini che Padre Lambertini piaceva utilizzare nei suoi presepi come pastorelli. Anche in questo presepio di Padre Lambertini di Ravenna, il frate fu coadiuvato dall’allievo quattordicenne Davide Santandrea (Foto di Davide Santandrea)

Il presepio di San Francesco di Ravenna 1980

il presepio 1981

Il presepio del Natale 1981 è l’ultimo realizzato da Padre Lambertini nella Basilica di San Francesco. Nel 1982 infatti padre Lambertini sarà trasferito a San Francesco di Faenza e il presepio di Ravenna  sarà proseguito dal suo allievo Davide Santandrea che lo allestirà sino al 2008, anno in cui si concluderà per sempre la tradizione del presepio animato nella Basilica di San Francesco, non essendoci più il posto per allestirlo. Nell’ultimo presepio di Padre Lambertini a Ravenna troviamo una nuova natività inginocchiata. Padre Lambertini ha realizzato gli stampi a tutte le teste realizzate dalla Famiglia Graziani Dalmonte per i presepi di Don Macori, così da poter realizzare nuove figure che appariranno nell’anno seguente nel presepio di Padre Lambertini fatto nella chiesa di San Francesco a Faenza. Anche l’ultimo presepio di Padre Lambertini di Ravenna, il frate fu coadiuvato dall’allievo Davide Santandrea (Foto di Davide Santandrea)

IL PRESEPIO A SAN FRANCESCO DI FAENZA

Il presepio 1982 realizzato da Padre Giovanni Lambertini nella chiesa di San Francesco a Faenza  non si trovava dove si trova oggi il presepio realizzato con il suo materiale da dei giovani ragazzi.  In realtà il presepio 1982 di Padre Giovanni si trovava in una grande sala il cui ingresso si trovava  nel chiostro della chiesa. Per realizzare questo presepio Padre Lambertini si è avvalso dell’aiuto del suo allievo ravennate Davide Santandrea, che lo aveva già coadiuvato negli ultimi allestimenti a San Francesco di Ravenna, che spesso correva a Faenza da Ravenna per aiutarlo nell’allestimento Ecco le foto di come appariva il presepio 1982 allestito da Padre Lambertini a San Francesco di Faenza. (Foto di Davide Santandrea)

La nuova Natività realizzata da Padre Lambertini e già usata per il suo ultimo presepio 1981 a San Francesco di Ravenna

il presepio 1984

Nel presepio 1984 troviamo ancora il Presepio di Padre Lambertini nella sua prima sede e un nuovo paesaggio palestinese rinnovato. Anche per la realizzazione di questo presepio Padre Lambertini si è avvalso dell’aiuto del suo allievo Davide Santandrea: (Foto di Davide Santandrea)

Nel lato destro del paesaggio troviamo in primo piano la Parabola Evangelica della Dramma Perduta, ovvero la donna che spazza la casa per cercare la moneta perduta, dietro troviamo la donna che sfama le galline e sul tetto i pavoni che muovono la coda e la testa, poco distante  un gruppo di caldarostai. 

Nel lato destro del paesaggio in primo piano il vasaio al tornio, l’arrotino e un soldato che marcia facendo la guardia davanti al tempio romano. Poco distante il grande lago di Tiberiade con le barche.

Il presepio 1985

Nel 1985 il presepio di Padre Lambertini a Faenza cambia sede e viene trasferito nella sede attuale. Ecco come era il presepio di Padre Lambertini del 1985 realizzato con l’aiuto del suo allievo Davide Santandrea (Foto di Davide Santandrea)

Nel paesaggio dietro la Natività con l’adorazione dei Pastori, Padre Lambertini riprodusse Betlemme ” la città del pane” con due grandi mulini ad acqua e i mugnai al lavoro. A fianco del mulino la donna che impasta il pane con la gramma , e poi ancora i boscaioli e una donna che sfama le galline

Nella scena centrale è rappresentato un vasto paesaggio con il lago di Tiberiade, il soldato che marcia davanti al tempio pagano, la parabola del buon samaritano e quella del buon pastore e la pecorella smarrita, i boscaioli e i camminamenti  in mezzo al centro abitato. Di lato si vede uno spaccalegna sul balcone e sotto il vasaio al tornio.

IL CANTICO DELLE CREATURE DI SAN FRANCESCO realizzato da Padre Lambertini nel 1968, con effetti di luci e piccole animazioni. 

L’INCENDIO NEL PRESEPIO 1987

Il presepio di Padre Lambertini a Faenza del 1987 andò a fuoco a casa di un corto circuito. Molti pezzi animati del paesaggio, il grande cielo bruciarono. In realtà, negli anni, tre grandi presepi di Padre Lambertini andarono a fuoco: nel 1980 bruciò il presepio allestito dentro la chiesa santuario Cuore Immacolato di Maria a Bellariva di Rimini. Del presepio non si salvò nulla. La causa dell’incendio fu dovuto ad un sovraccarico della linea elettrica da parte dell’Enel. Bruciarono anche la televisione, il frigo, tutte le lampadine della chiesa e del convento. A San Francesco di Faenza prese fuoco il presepio che Padre Lambertini aveva rinnovato nel 1983 allestito nei locali attigui al chiostro. Causa dell’incendio furono dei topi che entrarono nella sala del presepio e rosicchiarono i fili di corrente della 380 – trifase che dava corrente al presepio. Il terzo ed ultimo incendio avvenne nel 1987 per causa di un brutto corto circuito. Come disse padre Lambertini: Il Presepe fa parte dei misteri gioiosi ma a volte ha pure dei “misteri dolorosi!”

IL PRESEPIO DI FAENZA RICOSTRUITO DOPO L’INCENDIO DEL 1987

Nuovo e più sicuro il presepio ricostruito da Padre Lambertini dopo l’incendio, questa volta utilizzando materiale ignifugo. Le foto sono del 1993 scattate da Davide Santandrea

Dal 1987 al 1997 il presepio di Padre Lambertini a San Francesco rimarrà in pianta stabile , con alcune migliorie aggiunte negli anni. Nel 1997 Padre Giovanni Lambertini ci lascia per andare nella “Betlemme Celeste” il presepio di San Francesco di Faenza è continuato oggi da alcuni giovani. L’errore colossale è stato quello di smontare il presepio originale lasciato da Padre Lambertini, alla sua scomparsa, che avrebbe dovuto rimanere permanente come voleva l’autore, e sostituirlo con un nuovo presepio animato che del presepio storico del Frate ha solo le figure lasciate da Lui lasciate al convento francescano, ma ha una impostazione completamene diversa dallo stile che aveva il frate presepista. Purtroppo dei Presepi originali costruiti da Padre Lambertini e lasciati montati come li aveva allestiti lui, non esistono più da nessuna parte.

SMONTATE LE STATUE COSTRUITE DA PADRE LAMBERTINI

Come si può vedere dalle foto , non solo il presepio di Padre Lambertini di Faenza è stato smontato e ricostruito uno nuovo che non ha più l’impronta del Frate Presepista, ma pure le sue statue sono state smontate e ricostruite, perdendo quindi l’originalità delle statue di Lambertini. Un pò lo stesso errore che fece Padre Lambertini all’epoca con i due presepi di Don Galileo Macori che i Francescani Conventuali di Bologna, Longiano e Ravenna avevano acquistato nel 1968. A differenza dei due presepi di Don Macori acquistati da Davide Santandrea conservati tutt’oggi integri e originali, Lambertini smembrò le figure dei due presepi acquistati dai Francescani, per ricavare altre statue e presepi, pezzi come mani e teste dei presepi originali di Don Macori finirono al Presepio del Santo di Padova, altri pezzi a Tortona, e in altre località.

Nelle foto sopra lo smontaggio delle statue